Progetto Dhamma Sala


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NOVITÀ sulla realizzazione del Tempio
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FINANZIAMENTO DEL TEMPIO

 

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Le indagini fatte in quella occasione sono state tutte quelle previste dalle normative. Le foto documentano le varie fasi specifiche di trivellazione e carotaggio destinate a ricostruire l’assetto stratigrafico e litografico e a sottoporre i campioni alle prove geotecniche di laboratorio. La prova Down-Hole nel foro di sondaggio, insieme al MASW (Multichannel Analisys of Surface Waves) e alla prova HVSR (Horizontal to Vertical Spectral Ratio) dovevano restituire  il profilo di quella porzione di terreno da un punto di vista geomeccanico e dinamico includendo le sollecitazioni potenziali di carattere sismico della zona.

In alto a sinistra è illustrata la prova di Down-Hole con cui si determina la propagazione delle onde sismiche longitudinali e trasversali. Nelle altre foto è visibile la sonda idraulica cingolata a rotazione con cui sono stati eseguiti i sondaggi. In basso una delle cassette di catalogazione dei campioni estratti sui quali sono state fatte in seguito le prove di laboratorio (Prove fisiche e meccaniche tutte documentate nei certificati geotecnici della relazione).

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La foto a destra mostra una delle prova MASW nella zona a valle dell’area di costruzione. A sinistra invece si vede il geofono che viene calato nel foro a terra rimasto dai carotaggi e protetto da un lungo tubo in PVC. Il geofono trasmetterà le onde percussive rivelando le caratteristiche del terreno nel trasmettere le stesse in senso longitudinale e trasversale secondo le prescrizioni della prova Down Hole 
 (vedi paragrafo precedente).

 
 

La stratigrafia del terreno interessato alla nuova sala e ai servizi annessi presenta strati successivi di Travertino degradato, Limo argilloso, Travertino litoide, Argilla limosa, Ghiaia sabbiosa. Nello strato più profondo del sondaggio infatti, a circa trenta metri di profondità, come risulta dai carotaggi estratti, erano presenti le ghiaie tipiche di un letto di fiume, segno evidente di un assetto completamente diverso del paesaggio nelle ere passate.
Tutte le indagini sono state eseguite in conformità a quanto prescritto dall’Associazione Geotecnica Italiana (giugno 1977) sulla programmazione ed esecuzione delle indagini geognostiche. I risultati delle prove di laboratorio e la relazione del Geologo sono stati raccolti in un documento di 41 pagine, completo di foto, diagrammi, sezioni stratigrafiche, risultati di prove e analisi. Una copia di questo è stata consegnata allo studio di ingegneria incaricato del dimensionamento tanto delle componenti strutturali (telaio in cemento armato e relativa armatura delle parti fuori terra e della platea e pali di fondazione), quanto della carpenteria principale e secondaria.

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25/05/2015La preparazione di una visione complessiva degli spazi interni ed esterni aiuta a definire tutti quei particolari sui quali impostare poi la progettazione strutturale. Le analisi della natura del terreno insieme all’idea complessiva del nuovo corpo di fabbrica definiscono i limiti entro i quali impostare i calcoli, tanto per la struttura di fondazione quanto per il telaio fuori terra. Questo vale anche, come si era già accennato in precedenza, per la struttura di carpenteria. Definire le misure di tutte le parti vuol dire preparare un documento da sottoporre agli ingegneri del Genio Civile per l’approvazione. Inoltre quello stesso livello di definizione delle finiture visto attraverso i render, condiviso tra progettisti e committenza tornerà poi utile per un capitolato generale dei lavori e la relativa stima dei costi.

Render realizzato dallo studio SPSK

 

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Nel render della pagina precedente, insieme alle due visioni esterne, è stata inserita una vista dello spazio interno della sala focalizzando il Buddha Rupa nella porzione absidale. Tanto in quella immagine, quanto nella prima di questa pagina, si vede ancora l’innesto della porzione di tetto, interessata proprio allo spazio dell’abside, con la struttura generale della carpenteria, ma da una angolazione più vasta. In alto infatti, nella stessa immagine, è anche possibile vedere il colletto e l’apertura verso l’alto della lanterna. Dalla lanterna, attraverso le finestre sui quattro lati è possibile tanto la circolazione dell’aria quanto il passaggio indiretto della luce. L’immagine in basso mostra invece la bussola di comunicazione all’esterno con le due porte in doghe di legno e, ai lati, le due finestre scorrevoli della parete esposta a levante. A copertura del vano della bussola, anche su questo lato, il tetto, nel suo assetto a padiglione, si interrompe per ospitare la copertura della bussola. La copertura a due falde, sorretta dai due pilastri esterni visibili nella pagina precedente, accompagna il passaggio verso il pronao in direzione del ponte in legno.

Render realizzato dallo studio SPSK

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In questa e nelle prossime pagine si entrerà nel merito della parte strutturale della Sala. Le due visioni della struttura (in alto e in basso della pagina) sono due angolazioni diverse dello stesso modello. In entrambe possiamo quindi cogliere le componenti strutturali sia in cemento armato che in legno. Tutto viene sintetizzato in elementi lineari (pilastri e travi, in rosa e giallo) ed elementi piani (pannellature orizzontali e verticali, in celeste). Questi ultimi vanno a costituire la platea di fondazione e i setti verticali che chiudono gli spazi interrati che hanno bisogno di una intercapedine per essere isolati dal terrapieno. Ognuno di questi singoli elementi (travi, pilastri, cordoli, puntoni, arcarecci, passafuori, pannelli verticali e pannelli orizzontali) avrà una sua collocazione precisa nello spazio ed ognuno verrà nominato con un suo codice individuativo. Il lavoro legato alla parte strutturale vuole dare ad ogni elemento in gioco una sua dimensione e una precisa e adeguata armatura, in particolare per le parti in calcestruzzo. Le sollecitazioni a cui la struttura nel suo complesso è sottoposta sono date dal peso delle persone in condizioni di particolare affollamento, dal carico di importanti nevicate, dal peso stesso della struttura e dalle sollecitazioni dovute a scosse sismiche. L’insieme di queste sollecitazione determineranno il dimensionamento di tutte le parti e il particolare modo di essere rinforzate al loro interno dal sistema di ferri longitudinali e staffe. 

 

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Le immagini e le tabelle che si presentano in queste pagine hanno caratteristiche molto tecniche e sono piccoli stralci dai programmi di progettazione della parte strutturale. Come si è detto in precedenza un campo di progettazione e dimensionamento riguarda le parti in calcestruzzo piane dette “gusci” che costituiscono la platea di fondazione e le pareti intercapedine verticale, dette “setti” a sostegno del terrapieno e della canna dell’ascensore. Il modello dell’intero corpo di fabbrica qui descritto contiene tutti gli elementi che compongono queste voci. Sono numerati uno ad uno e dal programma di progettazione per ogni elemento si può dedurre la sua funzione, dimensione, e armatura. Si è deciso di inserire queste parti, nonostante il loro carattere ermetico e tecnico, per dare un cenno di tutto il processo di progettazione. All’interno dei disegni architettonici si segue un percorso in cui tutte le parti assumono una loro funzione nel lavoro complessivo della struttura. Nella pagina successiva si darà invece conto degli elementi lineari come travi e pilastri.


 

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Questa pagina vuole dare un’idea della parte strutturale in calcestruzzo relativa a pilastri e travi. Viene inoltre messa in evidenza una visione d’insieme per quanto riguarda la sollecitazione delle parti strutturali alla flessione. In verde sono visibili diagrammi tipici dei “momenti flettenti” che portano al dimensionamento delle travi e dei ferri di armatura. Altre sollecitazioni a cui è sottoposta la struttura, che qui non vengono riportate, sono le sollecitazioni alla torsione e al taglio di ogni singola trave. Le particolari sollecitazioni dovute alle scosse telluriche vanno aggiunte alle precedenti per arrivare ad un dimensionamento complessivo delle singole parti del telaio portante. In basso sono visibili le dimensioni e le armature dei pilastri n. 18 e 26 e della trave n. 33. I disegni di questa pagina sono un piccolo estratto dell’intero schema che raccoglie tutti i pilastri e tutte le travi, insieme ai pannelli della pagina precedente. Il tutto porta al dimensionamento dell’intero telaio strutturale in calcestruzzo. Nella prossima pagina si entrerà in merito della carpenteria in legno.


 

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Affrontato il dimensionamento delle parti costitutive del telaio in calcestruzzo si può fare ora un’analisi della struttura del tetto in legno, del suo comportamento sotto l’effetto dei carichi e del dimensionamento delle sue parti. In alto è visibile il modello del tetto nella sua carpenteria principale e secondaria. È visibile inoltre, nel punto di incontro delle quattro falde, il colletto e la lanterna, sempre in legno. Non si fa invece riferimento alla Stupa sommitale che sarà una lavorazione a parte. Su ognuna delle falde va sistemato il tavolato e il pacchetto di coibentazione. Sopra il pacchetto di coibentazione vanno fissati i pannelli di copertura esterna che terranno protetta la sala da neve e pioggia. Nella parte periferica dell’intera struttura sono visibili i passafuori e sotto di questi, a loro sostegno, sono visibili le loro travi di appoggio. I passafuori hanno il compito di sostenere la parte di copertura di tetto che sporge oltre i muri perimetrali. I passafuori saranno punti di ancoraggio dei portacanali per sostenere le gronde. Nell’immagine in basso è invece visibile, attraverso diagrammi, la sollecitazione delle travi e dei puntoni sotto il carico della neve. Tali diagrammi, come già visto nelle precedenti pagine per la struttura di calcestruzzo, permettono di determinare, insieme ai diagrammi di altre sollecitazione (taglio e torsione) le dimensioni di tutte le componenti del tetto. In questo modo i puntoni di displuvio, i puntoni delle falde, arcarecci, correnti, passafuori, travi di colmo della copertura del pronao, del corpo scala e dell’abside finiscono per essere dimensionati nelle loro sezioni oltre che nelle loro singole lunghezze. Gli elementi di carpenteria più importanti saranno realizzati come travi lamellari per consentire allineamenti e incastri regolari. Una maggiore precisione nelle connessioni permette inoltre una distribuzione dei carichi più regolare. Nelle pagine successive vedremo dettagli della lanterna e nodi e innesti tra le varie parti di carpenteria. 

 


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La lanterna è l’elemento che chiude la parte sommitale del tetto oltre le quattro falde. Le quattro piccole pareti laterali, visibili con tratti in color ocra sul disegno in alto, si aprono per lasciare il posto a quattro finestre vasistas apribili dal basso con elettrocomando. La lanterna si completa nella parte più alta con una struttura a crociera sulla quale andrà a fissarsi la stupa sommitale. Quest’ultima verrà realizzata fuori opera, sarà predisposta di perni utili all’ancoraggio sulla crociera e sarà posizionata una volta completato il tetto. Per questa manovra di fissaggio, come indicato dalle tre fasi del disegno in basso, si renderà necessario l’uso di un braccio che permetterà di calare l’elemento sommitale con la dovuta attenzione, orientandolo e fissandolo alla lanterna.

 


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Qui si dà evidenza ai nodi strutturali della carpenteria. Le varie parti della struttura portante in legno, travi di colmo, puntoni, traverse, arcarecci e rompitratta, si innestano l’una con l’altra in diverse soluzioni. Le loro connessioni interessano profili lamellari di dimensioni variabili. Inoltre, vista l’articolazione del tetto, gli angoli e i piani di connessione variano a seconda del nodo che viene preso in esame. Qui di sotto si fa cenno alle varie tipologie di incastro (nodi) mettendo in evidenza, oltre le dimensioni di ciascun elemento lamellare, anche il sistema di incastro che, come appare da ciascun particolare, si risolve attraverso piastre di acciaio, interne alle travi, bloccate da perni che attraversano sia lo spessore del legno che le stesse piastre preforate. L’intera struttura di carpenteria, resa solidale nelle sue parti lineari coi nodi di connessione, finisce per rispondere, in maniera elastica, alle varie sollecitazioni.


 

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La fase del dimensionamento del telaio in calcestruzzo e della carpenteria in legno lamellare conclude la progettazione strutturale della Sala. A verifica del lavoro svolto due prove di simulazione su entrambe le strutture (calcestruzzo e legno) consentono di visualizzare l’intero corpo sotto le sollecitazioni estreme. Il modello, frutto della progettazione architettonica e strutturale, viene caricato virtualmente dai carichi (peso proprio, folla compatta, neve abbondante) che, nella realtà, andrebbero a insistere in vario modo sulle varie parti. Un programma di progettazione di ingegneria civile, consente di prevedere visivamente, su uno schermo di pc, le deformazioni che la struttura stessa subirà. Nelle due immagini in fondo alla pagina sono visibili, separatamente, il tetto ed il telaio in una colorazione blu (schermate estratte dal programma stesso durante la simulazione). Quando la struttura viene caricata dei pesi, secondo il programma, ogni parte di essa accusa una sua sollecitazione esprimendo una deformazione. Queste deformazioni sono, nella visualizzazione, estremamente enfatizzatE per poter cogliere immediatamente i punti più sollecitati. Le deformazioni sono visibili in una gamma di colori che vanno dal blu intenso (parti della struttura stabili) al rosso intenso (parti della struttura col più alto valore di deformazione). Nella simulazione del carico sul tetto le deformazioni massime si posizionano nelle aree più libere della carpenteria (la parte centrale dei puntoni e le parti estreme dei passafuori). Nel telaio in calcestruzzo le deformazioni maggiori si vedono nel cordolo sommitale che sostiene il peso del tetto e nel pavimento della grande Sala proprio nel punto dove è mancante il pilastro sottostante nella piccola Sala (nel progetto si è voluto deliberatamente togliere il pilastro centrale della Sala piccola per consentire un migliore uso della stessa). 

 

 

A fianco di ciascuna delle due immagini appare una finestra che riporta i valori delle deformazioni con una gamma di colori che le misurano. Le deformazioni visualizzate sotto i carichi decisamente enfatizzate risultano rientrare, secondo le tabelle di collaudo simulato, decisamente al disotto dei valori consentiti.

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La progettazione strutturale ha portato a dimensionare tutte le parti del nuovo corpo della Sala, compreso il ponte di collegamento alla zona residenziale. Come si accennava precedentemente (vedi qui) contemporanea a questa fase c’è stata la consegna del progetto per l’approvazione della Regione (per quanto riguarda l’occupazione della zona vincolata da parte del ponte) e per l’approvazione del Genio Civile (per quanto riguarda le scelte e le soluzioni strutturali anche in funzione del rischio sismico). La fase di confronto dei progettisti coi tecnici della Regione e del Genio Civile è durata qualche mese e durante questo tempo la richiesta di chiarimenti e ulteriore richiesta di più approfondita documentazione da parte delle amministrazioni è stata soddisfatta. Una autorizzazione era richiesta anche dalla ASL per quanto riguarda le scelte progettuali dal punto di vista igienico-sanitario, impiantistico e di superamento delle barriere architettoniche. I nulla osta necessari alla costruzione dell’opera venivano quindi rilasciati in queste date:

 

dalla ASL………………………il 08 ottobre 2014 (con rettifica formale in data 2 09 2015)

dalla Regione………………..il 02 dicembre 2014

dal Genio Civile……………..il 10 novembre 2014

 

Queste tre autorizzazioni hanno permesso di terminare la progettazione esecutiva del lavoro con il conseguente completamento di tutti gli elaborati utili a definire tanto il capitolato generale dei lavori quanto una valutazione dei costi dell’intera realizzazione guidati dai parametri unitari ufficiali. L’intero lavoro, in forma cartacea e in forma digitale, è stato quindi stampato, presentato e consegnato a Santacittarama durante la riunione dell’11 aprile 2015 nella quale erano presenti i monaci, i progettisti ed i rappresentanti del comitato laico. A fronte di una valutazione economica complessiva dell’opera, basata sia su prezziari ufficiali e certificati che, per le lavorazioni più sensibili e caratterizzanti l’opera stessa, su valutazioni derivanti da offerte di mercato, la Committenza ha espresso la necessità di prendere il tempo necessario sia al reperimento delle risorse necessarie che alla valutazione di una eventuale realizzazione dell’opera in più fasi. Il passo successivo a questo punto riguarda la scelta della impresa o delle imprese alle quali la committenza decide di consegnare gli elaborati di progetto per avere una stima dei lavori.

 

 

 

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