Riflessioni su metta

Per incominciare e/o concludere la pratica formale si suggerisce spesso di rivolgere il cuore alla benevolenza. I canti e le riflessioni possono così essere un abile mezzo per la preparazione al raccoglimento interiore e la sua continuazione alla fine della seduta.

(Per approfondimenti sulla pratica di benevolenza consigliamo questi file audio e un articolo di Ajahn Tiradhammo)

consigli per la visione

Gentilezza amorevole

L’insegnamento di metta direttamente dalle parole del Buddha, così come conservate nella raccolta Sutta Nipata.

Versione in inglese-italiano (scarica il testo)

 

Versione in pali-italiano (scarica il testo)

 

Benessere universale

La rifessione si apre con un augurio rivolto a se stessi, per poi rivolgere tale movimento del cuore all’esterno, verso gli altri esseri, e infine raccogliersi nell’equanimità.

Versione in inglese-italiano (scarica il testo)

 

Versione in pali-italiano (scarica il testo)

 

Dimore divine

Versione in pali-italiano (scarica il testo)

 

Condivisioni e aspirazioni

Questa recita viene cantata in monastero solitamente alla fine della meditazione formale, specialmente in occasione delle veglie per il cambio lunare. Viene seguita poi da un breve periodo di riflessione silenziosa.

Versione in inglese-italiano (scarica il testo)

 

Versione in pali-italiano (scarica il testo)

Le foto, quando non altrimenti indicato, sono gentilmente offerte da Sudhammo (Osvaldo).